Lampi e Mosche volanti
PATOLOGIE
Cosa sono le mosche volanti?
Le mosche volanti, chiamate anche corpi mobili vitreali o miodesopsie, sono piccole ombre che appaiono nel campo visivo come puntini, linee o ragnatele. Queste ombre sono causate da piccoli gruppi di gel o cellule nel vitreo, la sostanza gelatinosa che riempie la parte posteriore dell’occhio.
Le mosche volanti si vedono soprattutto guardando superfici chiare come un cielo azzurro o una parete bianca. Con l’età, il vitreo si liquefa e si contrae in modo irregolare, formando questi corpi mobili. Spesso si associano a un processo chiamato distacco posteriore del vitreo (DPV), quando il vitreo si stacca dalla retina.
In genere, le mosche volanti non sono pericolose e tendono a diminuire o sparire da sole nel tempo. Chi è miope ha più probabilità di avere mosche volanti, spesso in età più giovane e in quantità maggiore.
Cosa sono i lampi?
I lampi, o fosfeni, sono luci o flash che si vedono nel campo visivo, spesso in condizioni di scarsa illuminazione o buio. Alcune persone li descrivono come saette o lampi di temporale.
Questi lampi si verificano spesso durante il distacco posteriore del vitreo, quando il vitreo tira sulla retina. Sono più frequenti con l’avanzare dell’età.
Lampi ed emicrania
Alcune persone vedono lampi di luce a forma di “C” o linee frastagliate, che si muovono lentamente e durano fino a 20 minuti. Questo può succedere in uno o entrambi gli occhi e spesso è legato all’emicrania con aura. In alcuni casi si vedono solo i lampi senza mal di testa, chiamato “aura emicranica senza cefalea”.
Cosa fare quando compaiono lampi o mosche volanti?
Se noti lampi o molte mosche volanti, è importante fare una visita oculistica urgente. Il medico deve controllare la retina per escludere rotture, perché in alcuni casi il distacco del vitreo può causare trazioni che portano a piccole lesioni retiniche.
Se si individuano rotture, devono essere trattate subito con il laser per prevenire un possibile distacco della retina, che può portare a gravi problemi di vista.
Come si diagnostica?
L’oculista può eseguire un esame chiamato angiografia con fluoresceina, in cui viene usato un colorante per vedere i vasi sanguigni della retina e identificare l’area occlusa.
Segni di occlusione possono essere:
Emorragie nella retina
Gonfiore (edema maculare)
Mancato apporto di sangue (ischemia)
Crescita anomala di nuovi vasi sanguigni (neovascolarizzazione)
Come si cura?
Il trattamento dipende dalla gravità e dalle complicanze:
Iniezioni intravitreali: farmaci anti-VEGF (come Avastin, Lucentis, Eylea) o corticosteroidi (Ozurdex, Taioftal) per ridurre il gonfiore e bloccare la formazione di nuovi vasi anomali.
Laser: usato per trattare l’ischemia, la neovascolarizzazione e, in alcuni casi, l’edema maculare.
Chirurgia: può essere necessaria per rimuovere tessuto cicatriziale (pucker maculare) o per rimuovere sangue che si è accumulato all’interno dell’occhio (emovitreo).
La neovascolarizzazione di solito compare da 3 mesi a un anno dopo l’occlusione e può causare sanguinamento, distacco di retina e perdita grave della vista. Se si sviluppa, la fotocoagulazione laser è il trattamento consigliato per fermare o rallentare la crescita dei nuovi vasi.
Conclusione
La retinopatia diabetica è una malattia seria, ma con controlli regolari e trattamenti tempestivi è possibile conservarsi una buona vista. Se sei diabetico, non aspettare i sintomi: prenota controlli oculistici regolari per proteggere la tua vista nel tempo.