Trattamento Xen per Glaucoma
Chirurgia oftalmica
Che cos'è?
Lo XEN Gel è un dispositivo medico innovativo utilizzato per il trattamento microinvasivo del glaucoma. Si tratta di un micro-impianto biocompatibile che viene inserito nella parte anteriore dell’occhio con una procedura chirurgica minimamente invasiva.
Lo XEN Gel agisce creando un nuovo canale di drenaggio per l’umor acqueo, il fluido presente all’interno dell’occhio. Questo meccanismo permette di ridurre la pressione intraoculare (IOP), contribuendo a prevenire i danni al nervo ottico e la progressione del glaucoma.
In molti casi, l’impianto dello XEN può essere associato all’intervento di cataratta, consentendo di trattare contemporaneamente glaucoma e cataratta con un unico intervento chirurgico. Questo approccio combinato offre vantaggi sia in termini di recupero post-operatorio che di efficacia terapeutica.
Che cos'è?
È una procedura terapeutica non invasiva e indolore, indicata per rallentare o bloccare la progressione del cheratocono, una patologia che comporta un progressivo assottigliamento e deformazione della cornea.
Il trattamento consente di rafforzare la struttura corneale, stabilizzandola nel tempo, e può portare a un miglioramento della qualità visiva. Inoltre, favorisce una maggiore tolleranza e comfort nell’uso delle lenti a contatto.
Come funziona il cross-linking?
Il cross-linking corneale può essere eseguito in due modalità: con o senza rimozione dell’epitelio corneale (tecnica “epi-off” o “epi-on”). Sarà il medico specialista a indicare il trattamento più adatto in base alle caratteristiche del paziente.
Intervento e decorso post-operatorio
L’intervento è ambulatoriale e viene effettuato in anestesia locale tramite colliri. Dopo la procedura, il paziente può tornare a casa, ma deve essere accompagnato.
Nei 2-3 giorni successivi, in caso di trattamento con rimozione dell’epitelio, possono comparire:
Dolore intenso
Sensazione di corpo estraneo
Fotofobia (fastidio alla luce)
È consigliato un periodo di riposo di almeno due giorni, preferibilmente a letto e in un ambiente poco luminoso.
Durante i giorni seguenti, è importante:
Evitare lettura, TV e luce intensa
Proteggersi da polvere e agenti irritanti
Dormire almeno 10-12 ore per notte
La terapia postoperatoria prevede l’uso di antidolorifici per ridurre la sintomatologia.
Nei trattamenti senza rimozione dell’epitelio, i sintomi post-operatori sono minimi e il recupero visivo è più rapido.
I vantaggi del cross-linking
Quando ve ne sia indicazione, è fondamentale intervenire precocemente, poiché il cross-linking è in grado di arrestare l’evoluzione del cheratocono a partire dal momento in cui viene effettuato il trattamento.
Sicurezza e rischi del trattamento
L’intervento di UVA cross-linking corneale è una procedura chirurgica a bassa invasività e a bulbo chiuso, il che esclude i rischi più gravi associati alla chirurgia intraoculare.
Tuttavia, come per qualsiasi procedura medica, non esiste un intervento completamente privo di rischi. Possono verificarsi complicanze prima, durante o dopo l’intervento, che possono influenzare il recupero funzionale della vista.
Il cross-linking è doloroso o pericoloso?
Il trattamento non è doloroso e ha una durata inferiore a un’ora. Si svolge in sala operatoria, in ambiente sterile, con il paziente sdraiato su un lettino.
Al termine dell’intervento viene applicata una lente a contatto terapeutica, utile per la protezione e la guarigione della cornea.
Il rischio di complicazioni, sebbene non completamente eliminabile, è contenuto e dipende da:
la gravità della patologia oculare preesistente
la collaborazione del paziente nel seguire correttamente le indicazioni post-operatorie
Esame del fondo oculare
Per la valutazione del fondo oculare è fondamentale instillare in ogni occhio del paziente una goccia di un farmaco midriatico (che dilata la pupilla), questo consente all’oculista di poter visualizzare correttamente le regioni più importanti de fondo oculare ovvero la retina, il nervo ottico, la macula e i vasi sanguigni. Eventuali anomalie a carico dell’occhio saranno comunicate al Paziente per valutare la necessità praticare una terapia medica, di ulteriori indagini diagnostiche di II° livello o di un’ipotetico trattamento chirurgico.